Centenario della prima traversata aerea dell’atlantico del sud

Il 30 marzo scorso le poste portoghesi hanno commemorato degnamente il centenario della prima traversata aerea dell’Atlantico meridionale, tra Portogallo e Brasile, attraverso l’emissione di una splendida serie di tre francobolli da I20g, corrispondenti a un valore nominale di 1,05 euro e di un blocco foglietto da 3.00 euro.

La prima traversata aerea dell’Atlantico meridionale venne effettuata dagli aviatori di marina portoghesi Gago Coutinho e Sacadura Cabral nel 1922, in occasione del centenario dell’indipendenza del Brasile. Essi volarono per tappe da Lisbona a Rio de Janeiro, utilizzando tre diversi idrovolanti biplani Fairey III ed andarono a coprire una distanza di 8.383 chilometri (5.209 miglia marine) tra il 30 marzo e il 17 giugno 1922. L’impresa, per il suo valore intrinseco in termini scientifici e individuali, nonostante le limitate risorse disponibili, andò a costituire un riferimento storico importante nell’aviazione transatlantica e fu di ispirazione per i numerosi successivi piloti transatlantici, primo fra tutti, Charles Lindbergh.

Ritorniamo brevemente sulle vicende di questa storica traversata e delle tre macchine utilizzate, che videro i due audaci piloti sorvolare per 36 ore e 29 minuti l’oceano, senza riferimenti geografici, con perfetta conoscenza della posizione, basata esclusivamente sull’osservazione astronomica, che per l’epoca era considerata un’impresa inedita e innovativa, anticipatrice dell’autonoma navigazione.

Infatti, con questo volo per la prima volta nella storia dell’aviazione, l’attraversamento dell’Atlantico meridionale era stato effettuato utilizzando uno strumento che consentiva di determinare la posizione dell’aereo mediante la navigazione astronomica. Lo strumento, denominato “Precision Sextant”, era stato realizzato dallo stesso Coutinho, apportando alcune modifiche ad un sestante navale, con il quale per osservare l’altezza delle stesse non veniva utilizzato l’orizzonte del mare, bensì un orizzonte artificiale, definito con l’ausilio di una bolla d’acqua.

Con questo strumento l’aviatore portoghese era riuscito a soddisfare le seguenti tre condizioni specifiche della navigazione aerea:

  • la necessità di determinare la direzione e l’intensità a bordo dell’aereo;
  • la necessità, volando un aeromobile ad alta velocità, di determinarne la posizione molto più velocemente di quella praticata a bordo delle navi;

infine, la necessità per i navigatori aerei, quando volano ad alta quota o sopra le nuvole, senza possibilità di vedere l’orizzonte del mare, di utilizzare un orizzonte artificiale come mezzo per osservare l’altezza delle stelle.

L’esperienza fatta dai due aviatori portoghesi fu preziosa per molti dei piloti che successivamente ci cimentarono con le traversate atlantiche e Gago Coutinho venne ospitato con tutti gli onori al Convegno degli Aviatori Transoceanici, tenutosi a Roma dal 22 al 26 maggio 1932, sotto l’egida del Reale Aero Club d’Italia e promosso, organizzato e realizzato sulla scia dell’immenso favore accordato in tutto il mondo alla Prima Crociera Atlantica dell’Aviazione Italiana. In quella occasione, l’aviatore portoghese ebbe modo di rappresentare molto bene le esigenze autonome della navigazione aerea, che avrebbero dovuto ricorrere a strumenti e metodi analoghi a quelli della navigazione navale. Proprio a Roma, nella sua relazione, Coutinho illustrò le ragioni che lo avevano portato a definire la rotta e le tappe della sua traversata atlantica. In particolare, la disponibilità di un aereo dalle capacità limitate, con una autonomia di appena 840 miglia, con il quale si poteva volare da Lisbona a Rio de Janeiro con scalo alle Canarie ed alle Isole di Capo Verde, ma intercorrendo 1.240 miglia tra Porto Prahia (Capo Verde) e Rio de Janeiro, si rendeva necessario fare uno scalo supplementare allo Scoglio di San Pedro, che distava provvidenzialmente 900 miglia dall’Isola San Tiagoò (Porto Prahia). Questo scoglio offriva un valido riferimento come punto di incontro fra il velivolo ed una nave di circa 1.000 tonnellate che la marina portoghese poteva offrire. La distanza dello Scoglio dall’Isola di Fernando de Noronha era di appena 330 miglia e quindi non occorreva ripartire da questo punto con forte carico. Il volo da quest’ultima isola e la costa brasiliana era poi inferiore alle 300 miglia. Ecco tutte le tappe da Lisbona a Rio de Janeiro:

I tre francobolli emessi il 30 marzo scorso raffigurano i tre aerei utilizzati. Il primo, l’idrovolante Fairey IIID versione Mark II, F 400, denominato “Lusitania”, che decollò da Lisbona il 30 marzo 1922, all’alba; il secondo, l’idrovolante Fairey IIID, F 401, targato 16, che andò alla deriva l’11 maggio, dopo un ammaraggio di emergenza mentre veniva soccorso da una nave mercantile; il terzo, l’idrovolante Fairey IIID, F402, targato 17, che completò la Traversata il 17 giugno 1922 e fu poi battezzato “Santa Cruz” all’arrivo in Brasile.

Primo aereo

Il viaggio ebbe inizio dalla stazione aeronavale di Bom Sucesso, sul Tago, vicino alla Torre di Belém a Lisbona, alle 16:30 del 30 marzo 1922. Il “Lusitania” era dotato di un orizzonte artificiale per uso aeronautico (secondo il Museo della Marina portoghese, testare l’orizzonte era uno dei motivi principali di questo volo). La prima parte del viaggio si concluse lo stesso giorno a Las Palmas (Isole Canarie), dove gli aviatori notarono un consumo di carburante superiore al previsto. Il viaggio riprese il 5 aprile in direzione dell’Isola di São Vicente (Capo Verde), distante 850 miglia. Dopo aver effettuato alcune riparazioni all’aereo, gli aviatori ripartirono il 17 aprile e volarono a Porto Praia, sull’isola di Santiago, e poi verso lo Scoglio dei Santi Pietro e Paolo, già nelle acque brasiliane, dove arrivarono lo stesso giorno, dopo aver percorso 1.100 miglia sull’Atlantico meridionale. Avevano raggiunto quel punto facendo affidamento esclusivamente sul sestante di Coutinho, con il suo orizzonte artificiale. Tuttavia, durante l’ammaraggio vicino all’arcipelago allo Scoglio, a causa del mare agitato, il “Lusitania” perse uno dei suoi galleggianti ed affondò. I due aviatori furono salvati dall’incrociatore NRP República, inviato dalla Marina portoghese per supportare la traversata aerea. Gli aviatori vennero poi trasportati alle isole brasiliane Fernando de Noronha.

Secondo aereo

L’entusiasmo dell’opinione pubblica portoghese e brasiliana riguardo al volo, indussero il governo portoghese ad inviare un altro idrovolante Fairey III per completare il viaggio. Il nuovo aereo, battezzato “Patria”, arrivò a Fernando Noronha il 6 maggio. I due aviatori tornarono a volare l’11 maggio e tornarono nel punto in cui il viaggio era stato interrotto, lo Scoglio dei Santi Pietro e Paolo. Tuttavia, un problema al motore li costrinse a fare ancora una volta un ammaraggio di emergenza in mezzo all’oceano, dove rimasero alla deriva per nove ore fino a quando non verro tratti in salvo dalla vicina nave mercantile britannica Paris City, che li ha riportò a Fernando Noronha.

Terzo aereo

Un terzo Fairey III, battezzato “Santa Cruz”, venne inviato dal presidente del Brasile, Epitácio Pessoa, con l’incrociatore NRP Carvalho Araújo. Il 5 giugno l’idrovolante riprese il volo dalle acque di Fernando Noronha in direzione di Recife, poi Salvador da Bahia, Vitória e Rio de Janeiro, dove sono arrivarono il 17 giugno 1922, ammarando nella baia di Guanabara. I due uomini furono ricevuti come eroi da una folla enorme, accolti anche dal famoso pioniere dell’aviazione Alberto Santos-Dumont. Sebbene il loro viaggio fosse durato 79 giorni, il tempo di volo effettivo era stato di appena 62 ore e 26 minuti. L’aereo, l’unico dei tre sopravvissuti fino ad oggi, è ora esposto al Museo Marittimo di Lisbona, in Portogallo.

Un monumento in bronzo, a ricordo della traversata, è oggi presente lungo le coste del Tago, nei pressi della Torre di Belém.

Lodi, onori e tributi

Gago Coutinho ha ricevuto numerose importanti medaglie e premi ufficiali. Anche dal punto di vista filatelico è ricco il numero di emissioni. Nel 1923, a commemorare l’evento dell’anno precedente, il Portogallo emise una serie di 16 francobolli. Nel 1969, nel centenario della nascita di Coutinho furono emessi quattro francobolli commemorativi, che circolarono per di cinque anni. Nel 1972, nel cinquantesimo anno della prima traversata aerea dell’Atlantico meridionale, vennero emessi quattro francobolli per celebrare l’evento. Questi francobolli circolarono per più di dieci anni. Sempre nel 1972, Angola, Macao, Mozambico, Sao Tomé e Prince e Timor orientale emisero un francobollo commemorativo, a celebrazione di quella data. Nel 2009, in occasione del 50° anniversario della sua morte, il Portogallo emise una cartolina postale, ancora adesso in uso. Anche la Spagna onorò nel 1930 i de navigatori portoghesi, dedicando loro uno dei nove francobolli commemorativi dedicati all’Esposizione Universale di Siviglia. Il Portogallo rese omaggio a Coutinho anche attraverso una banconota di 20 Escudos, in circolazione dal 1978 al 1986. Quest’anno l’ultima emissione.

Altri tipi di onorificenze furono attribuiti a Coutinho, ad esempio villaggi battezzati con il suo nome. Diverse città del Portogallo ed ex colonie, hanno reso omaggio all’ammiraglio, battezzando strade, viali, piazze, aeroporti, con il suo nome. Senza contare le occasioni in cui fu nominato cittadino onorario o anche membro onorario di comunità caritative e ricreative.