Posta razzo

Per posta razzo si intende tutta una serie di esperimenti volta ad inviare oggetti di corrispondenza tramite razzi. Un mezzo alternativo per la spedizione della posta che, per costi e difficoltà tecniche non superò mai la fase di sperimentazione. Alle difficoltà tecniche si assommavano anche problematiche di affidabilità e di sicurezza legate all’utilizzo di razzi.
Ciò nonostante, i tentativi per renderla funzionale vanno dai primi del ‘900 fino agli anni ‘60, in moltissimi paesi: Australia, Austria, Belgio, Cuba, Danimarca, Francia, Germania, India, Inghilterra, Italia, Jugoslavia, Lussemburgo, Messico, Olanda, Polonia, Stai Uniti, Svezia e Svizzera.
Nel nostro paese i primi esperimenti di devono all’ingegnere tedesco Gehrard Zucker, che allestì una dimostrazione a Trieste, il 31 ottobre 1934. L’esperimento ebbe successo: il razzo “Italia”, lanciato da Monte Castiglione (paese vicino a Trieste), fu diretto verso la valle di San Servolo, ad una distanza di circa 4 km. La corrispondenza, recuperata dal razzo, fu poi indirizzata a destinazione utilizzano metodi di consegna convenzionali.
Interessanti sono anche gli esperimenti avviati nel dopoguerra, più specificamente negli anni ’60, quando venne realizzato un missile tutto italiano, denominato “Grillo”, il primo missile a vapore della storia. L’interesse e l’entusiasmo dei collezionisti era divenuto tale, che nel 1962, come “costola” dell’AIDA, venne costituita a Milano la S.E.P.R.A. (Società Europea di Posta Razzo e di Astrofilatelia), con alla presidenza l’Ing. Sandro Taragni ed alla segreteria-tesoreria il Dott. Luigi Polo Friz. Facevano parte del consiglio anche i Sigg. Lepri, Parisi, Negrini, Schenone e Trenta.

Il salto del “Grillo”

Umberto Cavallaro Benchè eminenti scienziati italiani come il Gen. Crocco e Riccardo Corelli fin dalla metà degli anni Trenta avessero fatto studi approfonditi su combustibili innovativi, l’interesse in Italia non andò mai oltre i test delle camere a combustione e nessun razzo fu prodotto nel nostro paese in quegli anni. Fino alla fine degli anniContinua a leggere “Il salto del “Grillo””