Il ricordo di chi ci ha preceduto

Dopo aver ricordato gli avvenimenti che portarono alla costituzione della nostra associazione, ci sembrava utile, soprattutto per i soci che si sono avvicinati da poco all’aerofilatelia, riportare un breve ricordo di coloro che, a vario titolo, hanno contributo in modo fattivo alla costituzione allo sviluppo della nostra associazione. Ci siamo limitati a ricordare i soci ormai scomparsi, che hanno assunto la carica di presidente e di presidente o socio onorario.

Il Presidente Mario Onofri

Mario Onofri, di Roma, era un notissimo collezionista ed esperto di posta Zeppelin, è stato socio fondatore e primo presidente dell’Associazione Italiana di Aerofilatelia, consigliere e socio a vita dell’Unione Filatelica Lombarda. Era anche socio dell’Association International des Experts Philatéliques, dell’Association International des journaltes philatéliques, dell’American Air Mail Society, della Società Aerofìlatelica Svizzera, nonché del Correspondent Collectors Club, il sodalizio costituito da Giuseppe Schenone.
Autore di numerosi e pregevoli studi sulla posta Zeppelin, era redattore della rubrica filatelica sul quotidiano milanese “Il Sole 24 Ore” e collaboratore della famosa rivista “Il Bollettino Filatelico d’Italia”, nel quale fece la sua apparizione nel 1956 un suo studio sul volo nel Sud America del dirigibile “LZ.127 Graf Zeppelin”, seguito nel 1958 dallo studio di altri voli dello stesso dirigibile e nel 1959 da quello sui dirigibili Zeppelin nella guerra 1914-18. Si trattava di una rivista nella quale scrivevano una pattuglia di veri assi dell’aerofìlatelia nelle sue varie specialità: Piero Consonni, Mario Onofri, Giuseppe Schenone, Piero Gall, Luigi Polo Friz hanno fatto conoscere ai nostri lettori gli aspetti più belli delle collezioni di posta aerea.
Nel 1994 il Consiglio Direttivo dell’American Air Mail Society ha iscritto il nome di Mario Onofri, alla memoria, nell’Aerophilatelic Hall of Fame, a State College, in Pennsylvania, nel Palazzo dell’American Philatelic Society, con la seguente motivazione: “Esperto e collezionista di posta Zeppelin, autore di tre libri e di molti articoli in questo settore, organizzatore di molte manifestazioni di aerofilatelia in Italia, cofondatore della FISA e suo primo vice presidente, cofondatore dell’AIDA e suo primo presidente dal 1958 al 1966, primo presidente della commissione FIP per l’aerofilatelia, giurato internazionale”.
La targa ricordo dell’American Hall of Fame è stata consegnata a Milano il 26 novembre 1994 alla signora Fausta Onofri, figlia del compianto aerofilatelista, alla presenza di consiglieri e soci dell’AIDA riuniti per l’occasione.

Per ricordare degnamente Mario Onofri, ci sembra opportuno riportare alcuni stralci di un bel ricordo a lui dedicato da Giuseppe Schenone, suo amico fraterno, pubblicato proprio sulle pagine del Bollettino, nel numero di maggio 1968, in occasione della sua scomparsa:

<< Salivo incerto le scale di Via Armorari 14, a Milano, una domenica mattina di primavera dell’anno 1948. Ero appena divenuto socio dell’Unione Filatelica Lombarda ed i miei diciannove anni, con la scarsissima esperienza che mi ritrovavo, non erano il viatico più adatto per accedere a quello che era allora considerato il santo dei santi della filatelia milanese. Non avevo nemmeno osato prendere l’ascensore, ed i gradini erano tanti anche per un giovane come me. Giunto in cima, entrai nella sede della Lombarda e mi presentai con un imbarazzo in cui si mescolavano curiosità e voglia di scappare. Fui accolto bene e notai presto una faccia con un grande naso ed un’altra aperta in un altrettanto grande, anzi grandissimo sorriso. Sono i miei primi ricordi di Piero Consonni al cui naso mi abituai subito e di Mario Onofri, il cui sorriso mi ha accompagnato sino ad ieri. […] Per venti anni Mario ed io abbiamo camminato insieme sulla strada facile e difficile che la filatelia e l’aerofilatelia offrono ai loro cultori. Col volgere del tempo, la sproporzione di età fra di noi si attenuava e questo rendeva sempre più affettuosa l’amicizia. Era un compagno estremamente buono, leale, di assoluta dirittura morale, con il quale si poteva discutere, non andare d’accordo, leticare anche, come capitò e non poche volte a me, sempre senza distruggere l’amicizia, anzi rafforzandola nel contrasto. Non è mai stato in vendita e nessuno è riuscito a comperarlo con idee od invenzioni che non fossero da lui liberatamente accettate come sue. Questo gli portò talune inimicizie delle quali peraltro andava fiero come delle amicizie. Il carattere indomito e forte ne facevano un combattente ideale, se non sempre fortunato. Nella giovane storia dell’aerofilatelia italiana, Mario Onofri occupa un posto molto importante. La sua esperienza nel vasto e complesso settore della posta con dirigibili Zeppelin, da tutti riconosciuta, lo aveva indotto a scrivere ed a pubblicare numerosissimi articoli, sia di carattere divulgativo sia di carattere storico, e tre monografie stampate a cura del Bollettino filatelico. Per la sua specialità, faceva parte dell’Association International des experts philatéliques e, recentemente, l’editore dell’unico catalogo di posta Zeppelin, Sieger, gli aveva affidato un compito molto importante nella preparazione della nuova edizione. Provvisto di solida cultura e dotato di una penna facile e felice, andava dedicando questi ultimi anni ad una intensa propaganda per l’aerofilatelia, con articoli che riguardavano i più vari settori della materia: dai ballons montés dell’Assedio di Parigi del 1870 ai documenti postali delle coppe aerostatiche Gordon Bennett, alla posta aerea d’Italia e di Germania. Svelerò un suo segreto: scrisse tutto il testo e forni le illustrazioni per l’album di edizione Giulio Bolam dedicato alle «trasvolate atlantiche». Quando nel 1958 lanciai da questa rivista l’appello per la costituzione di un sodalizio fra gli aerofilatelisti italiani, Mario Onofri e Piero Consonni furono fra i primi a dirmi di si. Purtroppo, Piero Consonni mori il 18 ottobre 1958, due mesi prima della nascita dell’Associazione Italiana di Aerofilatelia della quale Mario Onofri fu il primo indimenticabile presidente. […] Durante la presidenza Onofri, l’A.I.D.A. organizzò la mostra storica della posta aerea, a Milano, nel settembre del 1960, in concomitanza con le celebrazioni del cinquantesimo anniversario del primo sorvolo delle Alpi compiuto nel 1910 da Geo Chavez, e il trasporto di posta ricordo da Domodossola a Milano, per via aerea. Nel 1959 e nel 1960 Salsomaggiore, nel 1961 Alessandria ospitarono mostre di aerofilatelia, promosse dai locali circoli filatelici ed organizzate dall’A.I.D.A. cui Mario Onofri imprimeva un dinamismo ed uno spirito di iniziativa particolari. La Federazione fra le Società Filateliche Italiane fu la prima e per ora l’unica fra quelle che fanno parte della F.I.P. a considerare seriamente l’aerofilatelia sino a farne oggetto della nomina di un apposito delegato nazionale. Il merito è di Mario Onofri che è stato delegato federale ed autore del regolamento nazionale per le esposizioni di aerofilatelia. >>

Il Socio Onorario Giuseppe Schenone

Giuseppe Schenone, di Milano, fu una grande studioso e storico dell’aerostatica e per oltre 15 anni ha pubblicato la “Lettera Aerostatica”.
Ma noi qui lo vogliamo ricordare anche come socio fondatore, socio onorario e numero 1 dell’Associazione, come teorico dell’aerofilatelia, e come concreto ricercatore e collezionista della storia aeronautica.
I suoi interessi, però, andavano molto al di là della nostra posta aerea, dalla religione alla poesia, dall’associazionismo ai problemi del suo lavoro professionale.
Gli piaceva molto scrivere e comunicare per iscritto, il suo telefono era la posta. Da più di cinquant’anni aveva fondato il Correspondent Collector’s Club e ne dirigeva il notiziario “Collector’s Post”.
Dal 1986 spediva un foglio che aveva chiamato “Cartapersa della Specola di Gi Esse”: dove raccontava agli amici pensieri e considerazioni su molti aspetti della vita, anche i più insoliti, nella visione di un credente come era Lui.
Tornando alle sue collezioni, fra cui molte sconosciute, si può dire che iniziò con gli elicotteri – fu presente a Rimini, a San Marino e alla Fiera di Milano ai primi esperimenti dell’ala rotante – e pubblicò un famoso volume su questo periodo. Poi si buttò in pieno nell’aerostatica e nella storia del volo in pallone.
Partecipò alla fondazione del Club Aerostatico Italiano, seguendo in Italia e all’estero ascensioni e gare di palloni liberi e scrivendo cronache ed emozioni vissute, fino alla pubblicazione del saggio su “La posta aerostatica da Milano del 1848”.
Per anni commentò notizie di posta aerea su “Il Bollettino Filatelico d’Italia”, di Firenze, su “La Gazzetta Filatelica” di Milano, su “F & N” e su “Il Collezionista” di Torino.
Schenone, scomparso prematuramente, aveva ancora tante cose da dirci sul passato e da inventare nel futuro. Di lui la Contessa Maria Fede Caproni ha scritto: “…vedendo una mongolfiera nel cielo, la memoria di Schenone aleggerà per i suoi amici…”. E noi potremo ricordarlo ogni volta che sfoglieremo i libri e le riviste dove i suoi pensieri sono presenti.

Il Presidente Sandro Taragni

Senza nulla togliere ai presidenti che lo hanno preceduto o seguito, il presidente Ing. Sandro Taragni, con il suo lungo mandato, è stata senza dubbio la figura più importante, se andiamo indietro con gli anni a rileggere la storia della nostra associazione. Quando si parla di lui si può, senza timore di essere fraintesi, fare riferimento a “Il Presidente”, senza aggiungere altro.
Coloro che lo hanno conosciuto conservano un ricordo ancora vivo di lui, con le sue spiccate doti di amabilità e gentilezza, unite ad una straordinaria generosità. Uomo di cultura, grande collezionista di cose di aviazione, sia postali che storiche, fu uno dei massimi esponenti della nostra aerofilatelia e profondo conoscitore della materia.
Sandro Tragni diventò presidente dell’AIDA dopo l’assemblea svoltasi a Milano il 10 aprile 1964, succedendo a Mario Onofri, che ne era stato il presidente dalla fondazione del 1958. Non si può negare che la concezione collezionistica del presidente Taragni ha influito, sia attraverso i rapporti con i soci, sia attraverso gli incarichi e le attività da lui esercitati per lunghi anni, sul significato e sui contenuti da dare all’aerofilatelia moderna e quindi sul modo di essere aerofilatelisti oggi.
Non va dimenticata la sua opera di ideatore e organizzatore di mostre e di esposizioni: ricordiamo AEROPHILEX 70 a Riccione, SERENISSIMA 76 a Venezia e 75 Anni di Volo del 1978 a Milano. Di autore di cataloghi, tra questi ricordiamo il catalogo della posta aerea italiana, che redasse assieme a Cherubino Cherubini e, ultima fatica, quello delle vignette erinnofile dell’aviazione dei pionieri. Di scrittore e di studioso: basta considerare i testi e la scelta dei documenti nel volume “Il volo in Italia alla belle époque” e in “Milano e i Milanesi nella storia del volo”.
Firmò anche molti articoli su riviste specializzate e, poco prima della sua scomparsa, aveva ultimato e stava per dare alle stampe due opere a cui attendeva da molto tempo. Una era dedicata alle Cinque Giornate di Milano del 1848 e la sua “Posta Aerea”, l’altra era un’elencazione di tutti i volantini della guerra psicologica, lanciati dai vari belligeranti durante la Prima Guerra Mondiale.
“Albo d’ Oro” della Filatelia Italiana, Socio Fondatore e Presidente dell’ A.I.D.A. per ben 32 anni, il Consiglio, all’unanimità, lo nominò Presidente Onorario. La cerimonia, affettuosa e cordiale, come era nel suo stile, avvenne il 20 gennaio 1996, a Taino (Varese) ed in quella occasione l’allora presidente Aldo Alonge, a nome di tutti i soci, consegnò a Sandro Taragni un ricordo aureo che recava incise le parole “l’AIDA con gratitudine” e le date “1964-1996”, accompagnato da un diploma firmato dai soci presenti.
Oltre che organizzatore entusiasta ed instancabile di molte manifestazioni di aerofilatelia, fu membro del Presidium della F.I.S.A. e giurato internazionale. Per diversi anni fece parte della Consulta per la filatelia del Ministero delle Poste.
Oltre ad un’infinità di riconoscimenti nazionali ed internazionali, nel 1990, un altro prestigioso riconoscimento internazionale onorò la sua persona: il suo nome fu iscritto nella “Aerophilatelic Hall of Fame”. La Hall – inaugurata nel 1989 nella sede dell’American Philatelic Society a State College in Pennsylvania – ospita i nomi di coloro che, in tutto il mondo, hanno dedicato una parte significativa della loro vita allo sviluppo e al progresso dell’aerofilatelia. La motivazione di questo riconoscimento internazionale, concesso a Taragni, ricordava quanto sopra già evidenziato, vale a dire la sua presidenza dell’AIDA, le sue collezioni sui pionieri dell’aviazione, il lavoro per le mostre e nelle giurie, il volume sul volo nella “belle époque”, il catalogo di posta aerea redatto insieme a Cherubini e, infine la partecipazione al presidium della FISA.
Anche quest’ultima, nel novembre 1996, lo nominò membro onorario del suo Consiglio, in riconoscimento a tutti quei meriti acquisiti in tanti anni di appassionata dedizione all’aerofilatelia.
Ad accompagnare l’Ing. Sandro Taragni vi era spesso la sua signora, Laura Taragni, che seguiva con interesse i suoi studi e le sue ricerche e partecipava con attenzione alle sue occupazioni collezionistiche. Ai tempi della nascita dell’AIDA, e negli anni successivi, spesso la gentile signora fu presente agli incontri che segnarono le diverse tappe della vita della nostra associazione. I suoi interessi culturali, dalla musica all’arte, alla letteratura, ebbero spesso punti di contatto con i nostri, come quando raccontava delle sue esperienze di lavoro, volontario, alla classificazione delle carte e dei documenti presso la civica raccolta delle Stampe Bertarelli del Castello Sforzesco di Milano.

Il Presidente Onorario Piero Gall

Il Prof. Piero Gall, di Trieste, dopo aver abbandonato la professione di medico per limiti di età si dedicò appassionatamente allo studio degli aerogrammi Zeppelin italiani, pubblicando diversi studi al riguardo. Nell’approfondire tale campo considerò anche il numero e l’importanza della corrispondenza trasportata nei vari voli, associandone anche una valutazione commerciale.
In particolare, il ricordo della crociera effettuata nel 1933 dal “Graf Zeppelin” in Italia lo accomunò a Mario Onofri, con il quale andò a condividere l’interesse verso la storia delle aeronavi tedesche e verso gli aerogrammi da esse trasportati. Di entrambi, la rivista “Il Collezionista” ha pubblicato numerosi e interessanti articoli, molto ben documentati, che confermano la profonda preparazione dei due scrittori e che ancora oggi sono presi a riferimento come indispensabili fonti bibliografiche.
Proprio per tali meriti, l’Associazione Italiana di Aerofilatelia, dopo aver eletto Mario Onofri come suo primo presidente, ha voluto eleggere il Prof. Piero Gall a vice-presidente e poi a presidente onorario. Di questa nomina, si possono desumere i particolari dal verbale della riunione del consiglio direttivo (riunitosi a Modena l’8 gennaio 1967), nel quale si legge che la nomina del Prof. Gall a presidente onorario “è stata deliberata all’unanimità per il contributo da lui dato agli studi nel campo dell’aerofilatelia in Italia, per le benemerenze conquistate ed il prestigio dato all’aerofilatelia, ed in particolare all’AIDA della quale è stato vice-presidente, con le sue partecipazioni alle principali esposizioni di aerofilatelia in Italia ed all’estero”.
Il grande contributo dato all’aerofilatelia in Italia è stato anche riconosciuto dalla Federazione fra le Società Filateliche Italiane, con l’inserimento nell’Albo d’Oro della filatelia Italiana.

Il Socio onorario Cherubino Cherubini

Per descrivere la figura di Cherubino Cherubini prendiamo spunto, soprattutto, dalla descrizione che ne fa Paolo Pogliani, in uno dei numeri della nostra rivista, per ricordarne la sua scomparsa, avvenuta il 25 maggio 2009.
Ragioniere, svolgeva attività professionale di consulente del lavoro e di amministratore dei beni di molte famiglie ed importanti aziende agricole fiorentine, con grande capacità e correttezza. ln campo filatelico ed aerofilatelico, fu per molti anni Presidente del Circolo Filatelico Fiorentino, di cui era presidente onorario. Fu parte attiva del gruppo di soci fondatori dell’A.I.D.A., dove ha ricoperto l’incarico di Vice-presidente fintanto che il suo stato di salute glielo consentì. La fama di grande collezionista e la sua riconosciuta competenza gli valsero numerose ed importanti attestazioni italiane ed estere. Lo si ricorda ai convegni filatelici attento a cercare il pezzo raro ma noto, che poteva interessarlo, ma anche a guardare la “minutaglia” perché, grazie alla sua competenza, c’era sempre la possibilità di scoprire qualcosa di buono, che altri meno preparati avevano trascurato.
Unitamente all’Ing. Sandro Taragni fu autore del “Catalogo italiano della posta aerea”, un’opera che per molti anni è stato un valido punto di riferimento per i collezionisti di posta aerea. Del catalogo, purtroppo, fu edita solo la prima parte; la seconda parte, già pronta, non fu pubblicata per motivi editoriali. La sua passione filatelica spaziava nei campi più disparati, come la posta militare, gli annulli napoleonici italiani, le lettere della spedizione in Crimea e quelle dei volontari toscani a Curtatone e Montanara, nonché gli annulli degli uffici postali granducali e delle strade ferrate toscane. La sua approfondita conoscenza di questi settori gli permise di collaborare a molte pubblicazioni specializzate, come pure di scrivere numerosi articoli per varie riviste filateliche.
L’aerofilatelia fu però il campo che, con la sua attività di collezionista, di ricercatore e di studioso, gli dette notorietà internazionale. Da giovane visse l’età d’oro dello sviluppo del volo in Italia, seguendo con entusiasmo le imprese individuali e collettive che appassionarono gli italiani e destarono l’ammirazione e l’apprezzamento per i piloti italiani in tutto il mondo.
Certamente le sue ricerche e lo studio approfondito della posta aerea (degli aerogrammi, in particolare), che all’epoca rappresentava uno strumento rivoluzionario di comunicazione, che accorciava le distanze in maniera impensabile, contribuirono in modo significativo alla diffusione dell’aerofilatelia, una specialità filatelica limitata allora a pochi eletti, e quasi sconosciuta al grande pubblico dei collezionisti.
Nel 1998, in occasione dei quaranta anni di vita dell’A.I.D.A., il Consiglio Direttivo decise di conferirgli la qualifica di Socio Onorario, lui che era già Socio fondatore, avendo rappresentato al massimo livello l’aerofilatelia italiana. “Con questa decisione – scrisse allora all’amico Cherubini il presidente Alonge – si è voluto premiare un grande collezionista e studioso che onora l’aerofilatelia italiana e mondiale e, inoltre, riconoscere quanto ha fatto per I’A.I.D.A., dal giorno della fondazione e nei molti anni della vicepresidenza e della permanenza nel nostro Consiglio”. La lettera si concludeva poi “… ti auguro di continuare a godere della tua passione, mettendo a frutto tutte le conoscenze e le esperienze che hai con impegno e costanza cumulato”. Esperienze e conoscenze che non solo l’hanno portato a comporre, insieme a Taragni, come si è detto, l’autorevole Catalogo italiano della Posta Aerea, ma che lo hanno reso noto anche all’estero come giurato internazionale, dall’APEX 73 di Manchester a Italia 85.
La sua competenza e versatilità in molti campi, coltivando anche lo studio di altre specializzazioni, dalle strade ferrate toscane alle vie di mare, fino alla posta militare dai tempi di Napoleone agli ultimi anni Cinquanta, gli valsero l’iscrizione nell’ “Albo d’Oro” della Filatelia Italiana e lo “Spillo d’oro” della FISA.
Ma non è tutto, sempre nel 1998, arrivò la notizia dagli Stati Uniti, tramite il nostro socio di allora dr. Robert E. Lana – Past President dell’American Air Mail Society – che il Consiglio dell’Associazione americana, come già accaduto con l’Ing. Sandro Taragni, aveva deciso di includere il nome del nostro Cherubino Cherubini nella celebre “Aerophilatelic Hall of Fame”, un riconoscimento che, nelle parole di Fernando Corsari, si poteva definire il Nobel dell’aerofilatelia, un riconoscimento internazionale che andava ad onorare tutta l’aerofilatelia italiana.

Il Presidente Aldo Alonge

Aldo Alonge, di Milano, si dedicò allo studio del disegno e della pittura. Al termine della seconda guerra mondiale riprese il mestiere di disegnatore pubblicitario per poi passare con il padre all’editoria tecnica. Recatosi per caso al campo di aviazione di Linate, ne approfittò per prendere il brevetto di pilota, comprarsi un aeroplanino e svolazzare nei cieli della Brianza.
Dedicatosi all’aerofilatelia si specializzò nei servizi postali dei Siai S.55, estendendo poi le ricerche su questo idrovolante, sulla sua storia, le imprese ed i suoi uomini, i servizi postali, raccolte poi nel suo famoso libro ” S.55 Story”.
All’internazionale ITALIA ’85, Aldo Alonge conquistò una delle tre medaglie d’oro con premio speciale. Risultò primo degli italiani, esponendo uno studio sui trittici e sugli aerogrammi della crociera transatlantica di Balbo del 1933, arricchita di documenti postali di servizio relativi ai dispacci diretti a Cartwright.
Nel maggio 1998 il nostro presidente venne anche insignito di diploma, assegnatogli dall’Associazione Trasvolatori Atlantici, per il suo libro “S.55 Story”. La cerimonia ebbe luogo presso il sacrario degli Atlantici, al Parco delle Crociere a Orbetello, dove Alonge ricevette il riconoscimento dalle mani del Gen. Mario Arpino, Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare Italiana, con la seguente motivazione:
“… la sua opera monografica è un monumento di storia aeronautica in onore degli uomini e dei mezzi delle imprese atlantiche”.
Maestro per tanti di noi, scrupoloso e preciso, era sempre disponibile con i suoi suggerimenti, dai quali tutti noi abbiamo appreso la passione per l’aerofilatelia. Di lui ci restano i suoi articoli, le sue ricerche, il suo libro, presente nella biblioteca di ogni aerofilatelista, che si continueranno a consultare perché fonti incommensurabili di notizie e cultura.

Il Presidente Fernando Corsari

Se per Taragni era d’uso fare riferimento a “Il Presidente”, per Fernando Corsari, si poteva senza alcun dubbio fare riferimento a “Il Segretario”, un ruolo che ha svolto per tanti anni, con una passione ed una competenza senza pari. Una grande esperienza che ha poi travasato nel ruolo di Presidente, encomiabilmente svolto purtroppo per pochi anni, a seguito della sua prematura scomparsa, il giorno 11 dicembre 2002.
Nonostante siano già passati ormai tanti anni, il suo ricordo è ancora vivo, perché nulla e nessuno ha più riempito il vuoto che lui ha lasciato nella nostra associazione. La sua scomparsa, si può dire, non solo ha costituito una perdita per i suoi cari e per noi che gli eravamo amici, ma ha anche costituito una grossa perdita per il mondo della filatelia, che ne è rimasto impoverito.
Era conosciuto per le sue doti di gentilezza, di modestia e disponibilità, ma anche per la tua vasta cultura nel settore dell’aerofilatelia. Chiunque si fosse rivolto a lui, era sicuro di ottenere una risposta, e lui, grazie alla sua grande disponibilità, metteva a disposizione il tuo vasto sapere disinteressatamente, senza pretendere nulla e, soprattutto, senza ostentare alcuna saccenteria e supponenza. Il suo nome continua tuttora ad essere rispettato e stimato, in quanto, si riconosce in lui uno dei più seri e competenti cultori della materia. A tale proposito, è doveroso ricordare la sua bellissima collezione sui “Voli Interrotti”, ma anche il prezioso catalogo “Aerofilatelia Italiana”, curato insieme ad Ugo Desimoni, pubblicato nel periodo 1969-1971 attraverso la “Rivista Aeronautica” e poi come libro, che nelle intenzioni degli autori costituiva una vera e propria storia filatelica del volo in Italia (dal 1784 al 1939). Di Fernando non si può poi dimenticare l’interesse che nutriva per la posta aerea del dopoguerra, alla quale ha dedicato l’importante saggio “La posta aerea della Repubblica Italiana”, di cui non poté vedere la pubblicazione, in quanto facente parte del volume “La Repubblica Italiana”, edito in occasione della mostra tenutasi alla Camera dei Deputati nel 2003.
Nonostante il suo impegno giornalistico con altre testate, trovava il tempo per dedicarsi anche al “Flash”. Sua era, infatti, la rubrica “In Biblioteca”, che teneva sempre aggiornata all’ultima ora. In essa recensiva, con dovizia di particolari, gli ultimi arrivi, nelle libreria, di pubblicazioni e di libri attinenti all’aeronautica, oltre che, in particolar modo, di pubblicazioni che riguardavano l’aerofilatelia.
In tanti anni, è sempre stato prodigo di consigli, elargiti con la consueta educazione e discrezione: articoli ormai divenuti più rari di un “3 lire di Toscana”, come ha ben scritto Romano Bini in una delle sue tante testimonianze a lui dedicate sul “Flash”. E anche dopo che fu nominato Presidente dell’Associazione, non ha mai approfittato della sua autorità per imporre la sua volontà, senza tener conto del parere degli altri. Persone come Fernando non si possono dimenticare, la sua figura sarà sempre presente. Ed il suo “modus operandi”, nel rapporto umano, continuerà ad essere di esempio a tutti noi.
Anche Fernando ha avuto al suo fianco una donna, la Signora Bruna, che lo ha molto supportato e accompagnato nella passione che nutriva per l’aerofilatelia, ma non solo. Com’è a tutti noto, un’altra passione di Fernando, oltre all’aerofilatelia, era la “Montagna”, a cui si dedicava, anche filatelicamente. La Signora Bruna Corsari ha poi avuto il merito, anche dopo la sua scomparsa, di non farci mai mancare il ricordo di Fernando, continuando finché ha potuto, in sua memoria, a trasmetterne la sua passione.

Il Presidente onorario Giovanni Merelli

Modenese di origine, poi trasferitosi a Sassuolo, dove con il suo importante studio esercitava la sua professione di commercialista, Giovanni Merelli era un uomo speciale. La sua scomparsa, avvenuta il 18 gennaio 2013, per chi ha avuto il privilegio di conoscerlo bene, ha lasciato un grande ed incolmabile vuoto.
In un mondo, ivi compreso quello filatelico, caratterizzato da egoismi di ogni sorta, Giovanni si distingueva, oltre che per l’innata signorilità, anche per la sua grande generosità, che non amava molto esibire, ma che era insita nel suo essere.
Al pari di altri che lo hanno preceduto, è stata una fonte inesauribile di insegnamenti, sia dal punto di vista filatelico che di cultura generale, senza alcuna enfasi e sempre suggeriti con il sorriso sulle labbra, ma proprio per questo di grande efficacia.
Per inquadrare questa straordinaria persona, per far capire quanto fosse nobile il suo pensiero, si può ricordare il Consiglio AIDA tenutosi ad Empoli nel settembre 2009, in occasione della “Giornata dell’Aerofilatelia”, quando sommessamente fece prevalere la sua tesi che ogni decisione deve sempre tenere conto degli aspetti sentimentali.
Proprio a conclusione del pranzo di quella “Giornata”, l’allora presidente Costantino Gironi ha proceduto, oltre che alla premiazione degli espositori, al conferimento a Giovanni Merelli del titolo di “Presidente Onorario” della nostra Associazione.
Il riconoscimento unanimemente deciso dal Consiglio Direttivo dell’A.I.D.A., ha avuto poi il suggello di tutti i soci presenti in quella occasione, che non hanno mancato di manifestare all’interessato il proprio compiacimento e l’apprezzamento per una decisione pienamente condivisa da tutti.
I suoi interessi collezionistici si concentravano soprattutto sulla posta aerea, dei diversi periodi, ma sempre nell’accezione storico-postale, piuttosto che puramente aerofilatelica. A tal proposito, era solito ripetere, con una certa ironia, che da buon emiliano non gli mancava, che a lui non interessava il “primo volo”, bensì il “secondo volo”, che sicuramente era più raro. In ogni caso, con le sue conoscenze postali e la sua grande competenza filatelica, sapeva leggere immediatamente una corrispondenza viaggiata per via aerea, individuarne la compagnia, la rotta, gli avviamenti, i segni eventuali di censura e quanto altro. Molto interessanti le sue collezioni, mai esibite in manifestazioni a concorso, che non amava, ma solo in occasione della “Giornata” o in qualche altra manifestazione in cui era invitato. In particolare, assai importante era la sua collezione delle grandi affrancature della serie “imperiale” e anche della serie ordinaria “Italia al Lavoro”. Per quest’ultima, è curioso ricordare, durante i vari convegni in cui era possibile incontrarsi, quando tirava fuori dalla sua borsa un curioso quadernetto, nel quale erano annotate con molta diligenza, attraverso delle crocette e con un criterio che solo lui conosceva, tutte le possibili combinazioni di affrancature di questa famosa serie.
Lo ricorderemo tutti sempre con affetto e tanto, tanto rimpianto!

Il Socio onorario Paolo Pogliani

Per ricordare Paolo Pogliani ci aiuta l’accorata memoria che ne ha fatto Paolo Pellegrini in un numero della nostra rivista, per ricordarne la scomparsa, avvenuta il 29 maggio 2014. Con lui se ne è andato uno degli ultimi esponenti di quel gruppo di appassionati aerofilatelisti che nel 1958 diedero vita alla nostra AIDA.
A Lui il Consiglio Direttivo dell’epoca affidò, sin dall’inizio delle attività sociali, il delicato compito di responsabile del “Servizio Novità” aerofilateliche, da distribuire a tutti i soci che avessero sottoscritto un regolare abbonamento; un settore collezionistico che non era mai stato intrapreso fino ad allora in Italia in maniera sistematica ed organica.
Paolo Pogliani assunse l’incarico con vero senso di responsabilità, grande professionalità, tempo e risorse; mettendo a frutto l’esperienza acquisita in tanti anni di ricerche in campo aerofilatelico.
Egli fece fare subito un salto di qualità al comparto dei primi voli: sia quelli effettuati da tutte le Compagnie aeree che operavano sul territorio nazionale, sia i voli speciali celebrativi di eventi, ricorrenze e celebrazioni aeronautiche.
Erano gli anni del grande sviluppo dei trasporti aerei mondiali; possiamo solo immaginare quanto fosse difficoltoso – senza il web di oggi – mantenersi aggiornati sulla miriade di voli inaugurali, apertura di nuove rotte e scali, entrata in scena di nuove Compagnie aeree, introduzione operativa di nuovi aeromobili. Lui ci riuscì attivando una incredibile rete di rapporti ed interconnessioni con analoghe associazioni aerofilateliche estere, con collezionisti, Enti, giornali, pubblicità di settore.
Ogni informazione ricevuta o captata era tempestivamente elaborata per la realizzazione di buste private (ma anche aerogrammi, cartoline, interi postali, ecc), da Lui stesso approntate e mirabilmente fatte giungere, in tempo utile per la loro postalizzazione e per essere imbarcate a bordo di aeromobili abilitati al trasporlo di dispacci aerei straordinari, che gradualmente andavano rappresentando l’ampliarsi ed il diffondersi dell’Aviazione in Italia e nel mondo.
Oggi non esiste collezionista di Posta Aerea che non abbia in collezione aerogrammi approntati da Paolo Pogliani; tutti riconoscibili da pochi dati essenziali; diciture apposte mediante timbri in gomma, affrancature sempre in perfetta tariffa di posta aerea, mittente personalizzato al retro, sobrietà assoluta dei supporti cartacei. Tra le Sue molteplici specializzazioni collezionistiche di posta aerea, meritano di essere citati i dispacci allestiti con la collaborazione delle Poste Vaticane e di San Marino.
Era un uomo riservato, grande lavoratore e molto schivo, ma non si può dimenticare che tutte le collezioni di posta aerea italiana del dopoguerra devono proprio al lavoro di Paolo Pogliani la documentazione aeropostale di quasi tutti i voli inaugurali e speciali effettuati in trent’anni di storia aviatoria. Anche dell’attenzione e della perseveranza con cui ha seguito lo sviluppo del trasporto aereo di linea gli aerofilatelisti italiani devono essere grati a Paolo Pogliani
Per la sua opera, l’assemblea di Verona del 1999 lo festeggiò calorosamente ed il Consiglio, in attuazione di una delibera dell’anno precedente, lo nominò Socio onorario. In quella occasione, il presidente Alonge mostrò ai presenti l’elegante targa che recava incise le parole “A Paolo Pogliani / I’AIDA / con gratitudine / Milano 1959 – Verona 1999”. Erano parole che vanno spiegate.
Paolo è stato onorato non solo come socio fondatore, ma anche per aver fatto parte ininterrottamente per quarant’anni del Consiglio della nostra Associazione. Prima, infatti, come segretario dal 1959 al 1961, poi come incaricato dei servizio novità e del servizio scambi.
Su questi servizi, che svolse come si è detto con grande competenza, è curioso riprendere la descrizione che lui stesso ne fece sulle pagine della nostra rivista qualche anno prima della sua scomparsa.
“Devo dire che le maggiori difficoltà, per questo servizio (il Servizio Novità), sono venute da parte italiana, perché le principali compagnie estere annunciavano l’apertura delle nuove linee aeree ed alcune offrivano anche la possibilità di prenotare gli aerogrammi che sarebbero stati realizzati.
L’ALITALIA non solo non dava informazioni, ma giunse a minacciare azioni legali (poi rientrate) perché nei timbri privati, che specificavano il volo, l’A.I.D.A. indicava “VOLO ALITALIA”. Grazie per la pubblicità gratuita anche se minima!
Come accennato in precedenza, i rapporti con le compagnie estere erano ottimi, tanto è vero che la LUFTHANSA, nel 1968, assegnò a Fernando Corsari ed a me una medaglia ricordo che dava ai più fedeli collezionisti”.
Per il “Servizio Scambi”, che gli venne pure assegnato, in un secondo tempo, sempre nella parole di Pogliani, “è sempre stato difficile perché pochi Soci fornivano materiale per gli scambi e far quadrare i costi di preparazione e spedizione elenchi, con il piccolo ricavato delle vendite, sovente era un sogno”.

Il Presidente Costantino Gironi

Prima come Tesoriere e poi come Presidente, Costantino Gironi è stata una figura di primo piano dell’aerofilatelia italiana ed internazionale. In qualità di Delegato Nazionale per l’Aerofilatelia ha molto contribuito con i suoi articoli pubblicati sulla rivista della Federazione, “Qui Filatelia”, a chiarire, a fronte della sua lunga esperienza di giurato, molti dei dubbi che vengono naturali per chi per la prima volta espone in manifestazioni a concorso, facendosi anche promotore, il 28 marzo 2009, di un “Seminario di Aerofilatelia”, l’ultimo svolto, gestito con l’appoggio e la partecipazione della Federazione.
A lui si deve, a partire dal 2011, in qualità di Delegato Nazionale, la suddivisione della classe Aerofilatelia in sottoclassi temporali, da sempre caldeggiata all’interno della nostra Associazione, attraverso le seguenti categorie:

  • Aerofilatelia del periodo pionieristico: dalle origini al 1925;
  • Aerofilatelia moderna: dal 1926 al 1949;
  • Aerofilatelia contemporanea: dal 1950;
  • Aerofilatelia diacronica: relativa a più di un periodo.

Una suddivisione già da tempo era adottata dalla filatelia tradizionale e dalla storia postale. Come per queste ultime, lo scopo era quello di evitare la diretta competizione e confronto tra le collezioni aerofilateliche relative agli ultimi decenni e quelle sul periodo pionieristico, che potevano evidentemente attingere a materiale di maggior “peso” filatelico. Il discrimine adottato tra il periodo classico / pionieristico e quello moderno era il 1926, con l’apertura delle prime linee commerciali.
Le sue partecipazioni alle più importanti Mostre in Italia ed all’estero sono sempre state oggetto di attenzione da parte degli aerofilatelisti e degli storico-postali. I suoi scritti, comparsi sulla rivista “Cursores”, su “Qui Filatelia”, sui diversi Numeri Unici delle “Giornate dell’Aerofilatelia” e, per finire, su “Il Postalista” saranno sempre letti con la massima attenzione dagli appassionati del settore.
Senza dubbio, con la sua scomparsa, avvenuta il 22 ottobre 2014, è venuto a mancare un apporto importante alla nostra Associazione, per affrontare le sfide che nel futuro il nostro settore collezionistico si troverà ad affrontare.
In ultimo, non vogliamo dimenticare le sue attività filantropiche ed i suoi interessi e iniziative a fare dei giovani e degli anziani di GorgonzoIa, essendo stato per molti anni e fino alla sua scomparsa anche il presidente del Circolo Filatelico locale.